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I BIOMATERIALE NEL TRATTAMENTO DEI DIFETTI PARODONTALI INFRAOSSEI (METODI)

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Odontoiatra



Descrizione

Il PLGA, copolimero sintetico originato dalla polimerizzazione tra l’acido L-polilattico e L-poliglicolico, è
stato adottato in campo odontoiatrico con impiego particolare in chirurgia rigenerativa. Esso esercita,
come tutti i materiali di origine alloplastica, la funzione di scaffold, permettendo la migrazione cellulare e la ricrescita tissutale. Fornisce un supporto temporaneo e un adeguato nutrimento per il tessuto osseo neoformato poiché è caratterizzato da una struttura superficiale porosa che permette l’attività cellulare e l’angiogenesi, senza le quali il processo di guarigione non potrebbe avere luogo. Commercializzato sotto tre forme (granulare, blocchetto e gel), una volta introdotto nel sito da trattare segue una via
di degradazione idrolitica, in base alla quale vengono prodotti L-glicolato, L-lattato e ATP che sarà utile al processo di neoformazione ossea. I due polimeri vengono usati nelle diverse miscelazioni, ma quella in proporzione 1:1 ne potenzia la biocompatibilità. Numerosi studi condotti su animali hanno dimostrato che a 2-4 mesi dall’innesto si osserva la formazione di tessuto osseo lamellare mineralizzato con buona presenza di proteine morfogenetiche dell’osso (BMP) endogene, che condizionano il processo osseo rigenerativo. Oggetto del nostro studio è stato un gruppo di 13 pazienti affetti da parodontite cronica dell’adulto che presentavano anamnesi generale negativa per malattie sistemiche, gravidanza e uso regolare di farmaci. Sono stati selezionati siti che presentavano un difetto interprossimale di tipo angolare a
tre pareti profondo almeno 6 mm, con assenza di coinvolgimento della forcazione, carie, restauri debordanti
e lesioni periapicali. È stato condotto uno studio comparativo randomizzato della durata di 12 mesi. Il protocollo prevedeva sedute di preparazione iniziale prechirurgiche che avevano come finalità il raggiungimento, nei pazienti selezionati, di adeguati livelli di igiene e di un PI
(Plaque Index) medio uguale o inferiore a 1. Nella fase di mantenimento successiva alla preparazione iniziale sono stati esclusi cinque pazienti in quanto non avevano risposto adeguatamente alle fasi di richiamo e di motivazione e non raggiungevano adeguati standard di igiene orale (presentavano infatti un PI >1); il numero totale dei pazienti è stato così ridotto a otto. In ognuno di essi è stato scelto un difetto verticale (sito test), trattato mediante PLGA in granuli, e un sito controllo, trattato con la chirurgia a lembi senza impiego di materiali da innesto. Si è proceduto alla randomizzazione per sorteggio affinché si potesse scegliere quale fosse il sito test e il sito controllo nello stesso paziente. Le misurazioni sono state rilevate a 3, 6 e 12 mesi mediante sonda parodontale standard (UNC 15,
HU-Friedy, Chicago, IL, USA) valutando:
• Profondità di sondaggio (PPD)
• Livello di attacco clinico (CAL)
• Sanguinamento al sondaggio (BOP)
Inoltre, sono state eseguite radiografie preoperatorie e a distanza di 3, 6 e 12 mesi, utilizzando radiografie endorali grazie alle quali è stato possibile avere certezza dell’eliminazione delle componenti verticali e dell’effettivo riempimento dei difetti intraossei.