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IMPLANTOLOGIA, CONFRONTO TRA IMPIANTI

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Category

Odontoiatra



Descrizione

La chirurgia impiantare monofasica a carico immediato si è dimostrata una procedura affidabile per la riabilitazione delle aree edentule. Sebbene vi siano numerosi studi riferiti all'arcata mandibolare, ve ne sono molti meno sull'efficacia del carico immediato nell'arcata mascellare (molari e premolari), laddove tale approccio è controindicato in alcune circostanze. Le innovazioni del design impiantare, così come lo sviluppo di nuovi trattamenti di superficie, hanno facilitato l'utilizzo di procedure di carico immediato. Studi sperimentali hanno infatti dimostrato che gli impianti a superficie modificata (sabbiata, a grana grossa, mordenzatura acida) presentano un maggiore contatto con l'osso e una più elevata resistenza alle forze laterali rispetto a quelli con superficie liscia. L'indicazione al carico immediato in genere dipende da una valutazione soggettiva della stabilità primaria dell'impianto e dei cambiamenti a cui essa può andare incontro nel tempo.

La valutazione della stabilità primaria spesso si basa sulla resistenza presentata dai tessuti alla forza di torsione necessaria nell'inserimento dell'impianto, mentre qualsiasi variazione viene tradizionalmente valutata tramite il test di percussione con il manico dello specchietto o con il test di torsione antioraria. L'analisi della frequenza di risonanza (RFA) è stata proposta come un metodo non invasivo e non lesivo per misurare l’integrazione dell'impianto e individuare le modifiche a cui la stabilità va incontro nel tempo.

Questo approccio è stato impiegato per determinare le modifiche all'interfaecia tra osso e impianto e per stabilire i rapporti con i tessuti circostanti. È anche stato applicato per determinare se gli impianti sono sufficientemente stabili per la riabilitazione finale e per identificare gli "impianti a rischio". Attualmente sono disponibili due sistemi RFA: uno stru­mento elettrico a diretto contatto con il sensore elettro­nico e quello magnetico che rileva le misurazioni a una distanza di pochi millimetri. Il modello magnetico Osstel Mentor (Osstell AB, Goteborg, Svezia) di quarta generazio­ne è composto da un trasduttore e un sensore elettronico con un magnete da applicare nella parte avvitata all'im­pianto. Il magnete viene attivato per 1 ms da un impulso magnetico del trasduttore, producendo una vibrazione del sensore e la conseguente induzione di una tensione nel trasduttore che rappresenta il segnale di misurazione del RFA. I valori ottenuti sono quantificati in quozienti di sta­bilità impiantare (ISQs) e la significatività clinica dei valori è definita dal produttore nel modo seguente: valori ISQ <60 indicano un rischio elevato di fallimento; valori ISQ tra 60 e 90 indicano una integrazione ottimale; valori ISQ >90 indicano la presenza di necrosi ossea.

L'obiettivo del presente studio è stato di verificare la sta­bilità impiantare attraverso un apparecchio RFA di quarta generazione e di confrontare i valori ISQ in impianti a ca­rico immediato e non caricati nello stesso paziente, nella stessa area e nello stesso tipo di osso in momenti diversi.