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LEUCOPLACHIA VERRUCOSA PROLIFERATIVA (PRIMA PARTE)

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Category

Odontoiatra



Descrizione

La <a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id_cat=28&tipologia=tecniche&id=2512&categoria=PATOLOGIA">leucoplachia</a> verrucosa proliferativa (LVP) è un disordine potenzialmente maligno particolarmente aggressivo, caratterizzato da una spiccata tendenza alla trasformazione neoplastica. In questo studio retrospettivo vengono analizzate le caratteristiche epidemiologiche, cliniche e istopatologiche di 12 casi di LVP, mettendo in rilievo il tipo e l’esito della terapia. La <a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id_cat=28&tipologia=tecniche&id=2512&categoria=PATOLOGIA">leucoplachia</a> verrucosa proliferativa (LVP) è una variante clinicopatologica di <a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id_cat=28&tipologia=tecniche&id=2512&categoria=PATOLOGIA">leucoplachia orale</a> particolarmente aggressiva e caratterizzata da un’alta tendenza alla trasformazione maligna. Questa patologia venne descritta per la prima volta da Hansen et al. nel 1985 in uno studio su 30 pazienti affetti da leucoplachie verrucose multiple del cavo orale, 26 dei quali (87%) sviluppa­rono un carcinoma nel corso del follow- up. La LVP si manifesta prevalentemente nel sesso femminile (M:F = 1:3) e l’età media alla diagnosi è di 66 anni. A differenza dei pazienti affetti da altre forme di leuco­plachia orale, solo il 37% dei pazienti con LVP è fumatore e il 25,5% consuma bev­ande alcoliche. L’eziologia della malattia non è stata ancora chiarita. Le ipotesi formulate nel corso degli anni comprendono cause genetiche, virali e immunologiche. La teoria attualmente più accreditata è quella della field cancerization (canceriz­zazione di campo), che implica la pre­senza di uno o più campi (fields) costituiti da cellule epiteliali con alterazioni gene­tiche associate al processo di carcino- genesi. Secondo tale ipotesi, in alcuni pazienti sarebbero presenti aree di mucosa orale con un elevato rischio di sviluppare lesioni neoplastiche. L'origine di questi campi sarebbe legata a un’e­spansione clonale di cellule genetica- mente alterate. L’elevata incidenza di recidiva delle lesioni dopo il trattamento e lo sviluppo frequente di neoplasie maligne in diverse aree del cavo orale sono due caratteristiche della LVP che sembrano compatibili con la teoria della field cancerization. Sulla base delle caratteristiche cliniche e istologiche della patologia, si è ipotizzato che alcuni sottotipi di virus del papilloma umano (<a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id=2139&tipologia=tecniche">Human Papilloma Virus, HPV</a>) possano svolgere un ruolo nell'eziologia della LVP, anche se i risultati degli studi finora condotti appaiono controversi. La prima lesione è in genere rappresen­tata da una placca bianca ipercherato- sica le cui dimensioni tendono ad aumentare in un intervallo di tempo vari­abile. Nel corso della storia clinica si manifestano altre lesioni simili in diffe­renti sedi anatomiche. In molti casi la prima visita specialistica viene effettuata quando le lesioni sono già multifocali. Con il progredire della malattia le lesioni bianche possono diventare eso- fitiche e verrucose e in alcuni casi si possono accompagnare ad aree di severa erosione. Talvolta il disordine può essere clinicamente indistinguibile dal carcinoma verrucoso (CV) o dal car­cinoma squamocellulare (CSC). I siti più frequentemente interessati dalla malattia sono la mucosa geniena, i mar­gini e il dorso linguali e la mucosa alveo­lare. L’aspetto istologico è molto variabile: in genere si osserva una graduale pro­gressione da quadri di ipercheratosi senza displasia o con displasia lieve a quadri francamente displastici o con iperplasia verrucosa, CV o CSC. L’intero range istopatologico può essere osservato aH’intemo di un sin­golo prelievo bioptico, in biospie multi­ple effettuate nello stesso momento o in una serie di biopsie effettuate du­rante il follow-up. I vari protocolli terapeutici proposti (chi­rurgia tradizionale, chirurgia laser, crio­chirurgia, terapia medica con retinoidi) hanno un’efficacia dubbia, dal punto di vista sia della prevenzione delle recidive sia della possibilità di prevenire la cance­rizzazione. In questo studio retrospettivo viene pre­sentata una casistica di 12 pazienti affetti da LVP afferiti e trattati presso l’Unità di Patologia e Medicina Orale della Clinica Odontoiatrica dell’Azienda Ospedaliero- Universitaria di Parma fra il gennaio 1993 e il gennaio 2010.