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LA RIGENERAZIONE OSSEA ALL’INTERNO DEI SENI MASCELLARI (PARTE 1)

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Category

Odontoiatra



Descrizione

Di frequente il mascellare posteriore edentulo presenta un’altezza ossea residua inadeguata per l’inserimento di impianti dentali al di sotto dei seni mascellari. Questa condizione può essere l’esito di un fisiologico riassorbimento del processo alveolare successivo all’estrazione dentaria e alla contestuale pneumatizzazione del seno. Per il ripristino di un adeguato volume osseo che permetta l’inserimento di impianti sono state messe a punto due tecniche chirurgiche che prevedono il sollevamento  della membrana di Schneider con la simultanea inserzione di riempitivi tra l’osso residuo e la membrana stessa e,
in alcuni casi, il contemporaneo inserimento degli impianti.
La metodica più utilizzata è la tecnica chirurgica con finestra laterale presentata da Tatum nel 1977. Da allora sono stati pubblicati numerosi articoli sulle specifiche peculiarità chirurgiche, la forma della finestra laterale, l’utilizzo di vari tipi di riempitivi e l’inserimento simultaneo
o ritardato degli impianti. In alternativa Summers ha proposto nel 1994, grazie all’utilizzo di un set di
osteotomi per sollevare il pavimento del seno, la “osteotome technique”, meno invasiva, con approccio crestale, inserimento di materiali riempitivi e contestuale
posizionamento dell’impianto. La principale raccomandazione per tale metodica è quella di non inserire più di 2-3 mm l’apice dell’impianto all’interno del seno mascellare. Un ulteriore vantaggio della tecnica degli osteotomi è l’effetto della compressione ossea esercitata
dagli osteotomi di crescente diametro durante la preparazione dell’alveolo chirurgico, i quali aumentano la densità ossea contribuendo così a migliorare la
stabilità dell’impianto. Il principale svantaggio di questa tecnica è invece la possibilità di produrre inavvertitamente piccole lacerazioni se gli osteotomi penetrano eccessivamente all’interno del seno, poiché la manovra è
eseguita senza poter monitorare visivamente il sollevamento della membrana stessa. Nonostante questa limitazione, la perforazione della membrana è meno frequente rispetto alla tecnica con finestra laterale. Engelke e Deckwer nel 1997 hanno utilizzato la tecnica per via crestale sotto controllo endoscopico osservando che la membrana del seno mascellare può essere sollevata fino a 5 mm senza il rischio di perforazione.