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IL REIMPIANTO DENTALE (CASO CLINICO, ASPETTI MEDICO-LEGALI 3)

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Odontoiatra



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Se, invece, si prendono in considerazione tempi di “dry-time” compresi tra 20 e 60 minuti, non vi sono dati definiti e concordanti in letteratura, mentre vi e accordo tra gli autori nel ritenere che un reimpianto effettuato oltre i 60 minuti sia
associato a una prognosi verosimilmente infausta. Altro fattore prognostico determinante, ai fini della valutazione della durata del dente reimpiantato, risulta essere la maturita dell’apice dentario. In merito a tale aspetto le opinioni sono discordanti; infatti, sino a circa dieci anni fa si riteneva che denti con apice aperto fossero associati a una prognosi piu favorevole rispetto a denti con apice chiuso, assunto riassumibile nella frase “piu piccolo e il bambino, piu immediato e il reimpianto, migliore sara la prognosi”. A oggi, invece, le evidenze sono divergenti; un recente studio ha dimostrato che incisivi con apice chiuso hanno una sopravvivenza piu lunga rispetto a quelli con apice aperto. Qualora il reimpianto non abbia esito favorevole, si puo andare incontro a diverse complicanze, tra cui l’anchilosi e/o il riassorbimento radicolare, sino alla perdita dell’elemento dentario. Secondo Andreasen et al., quando l’evoluzione e infausta il dente permarra per circa 2-10 anni, in relazione alla velocita del turnover dell’osso alveolare. Secondo Day et al. una sopravvivenza a lungo termine del reimpianto si ha solo se si ottiene una buona guarigione del legamento parodontale; in tale condizione il dente avra la stessa possibilita di mantenersi in sede di qualsiasi altro elemento dentario. L’evoluzione verso il riassorbimento radicolare del reimpianto, complicanza che e comparsa nel caso in oggetto, secondo Finucane et al. conduce, nei soggetti in eta pediatrica, a una perdita dell’elemento usualmente entro 1-5 anni; trattasi, peraltro, di evento comune, riportato in una quota variabile tra il 57 e l’80% dei casi.