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IL REIMPIANTO DENTALE (CASO CLINICO, ASPETTI MEDICO-LEGALI 2)

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Category

Odontoiatra



Descrizione

Data la complessita della patologia neurologica di cui si tratta, e la pressoch e totale impossibilita di ottenere la
collaborazione del soggetto durante le manovre odontoiatriche, l’approccio terapeutico-gestionale deve essere calibrato in modo conseguentemente specifico: vi e ormai accordo nel ritenere che la migliore strategia sia quella di avviare all’anestesia generale i portatori
di gravi disabilita motorio-psichiche che si devono sottoporre a interventi odontoiatrici anche di non particolare complessit a. Allo stato, non vi e letteratura
che approfondisca la problematica dello specifico rischio anestesiologico per soggetti con paralisi cerebrale infantile/tetraparesi spastica, i quali sono genericamente
inseriti nella classe di rischio ASA 3, ovvero quella che si riferisce a individui affetti da patologie sistemiche severe,
stabilizzate e senza rischio per la vita. Per quanto attiene agli aspetti valutativi inerenti la durata nel tempo del dente
reimpiantato, l’odontologo forense deve attentamente ponderare la prognosi del reimpianto dentale ponendo, al contempo, attenzione a una corretta tempistica di valutazione medico-legale ed evitando, quindi, che valutazioni intempestive o incomplete, per una mancata considerazione di tutti gli elementi che possono determinare una prognosi sfavorevole del dente reimpiantato, conducano a un’erronea sottostima del danno. In riferimento ai fattori di rischio per la durata del dente reimpiantato, letteratura concorde indica che la
tempestivita del reimpianto e la modalita di conservazione del dente immediatamente dopo l’avulsione siano gli elementi prognosticamente piu rilevanti. Infatti, come dimostrato da Roberts et al., i denti reimpiantati entro 15 minuti dall’avulsione hanno il 98% di possibilita di
essere mantenuti in sede. Qualora non sia possibile attuare un reimpianto immediato, e necessario porre il dente in soluzione isotonica (latte, soluzione salina, fluido per lenti a contatto) o, se il bambino e collaborante, far tenere il dente nella cavita orale e recarsi presso un odontoiatra entro 30 minuti; inoltre, gli stessi autori mostrano come siano inadeguati mezzi di conservazione quali acqua, candeggina, disinfettanti e succo di frutta. Secondo Andreasen et al. l’“extra-oral dry time”, ovvero
la permanenza del dente avulso in mezzo inadeguato, deve avere la piu breve durata possibile (range compreso
tra 5 e 20 minuti), al fine di garantire l’adeguata sopravvivenza delle cellule del tessuto pulpare e periodontale e, di conseguenza, la guarigione ottimale; anche Finucane et al. sono concordi nel ritenere che il reimpianto operato entro 15 minuti dall’avulsione assicuri un outcome favorevole.