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L'OCCLUSIONE DENTALE E FORZA MUSCOLARE

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Category

Odontoiatra



Descrizione

Interessante l’esperimento di Wang et al.: scopo
degli autori è di valutare l’esistenza di una possibile correlazione oggettivamente quantifi cabile tra l’occlusione dentale e la forza muscolare sviluppata a livello degli arti superiori. Sono stati considerati per questo lavoro sette soggetti, ai quali è stata eseguita l’elettromiografi a ad alcuni gruppi muscolari della parte alta del corpo, ed è stata misurata la forza di abduzione delle spalle in quattro diverse situazioni occlusali: rest position , massima intercuspidazione, massima intercuspidazione con un placebo e massima intercuspidazione con bite . I soggetti
valutati nello studio non presentavano anamnesi positiva per terapie pregresse di disturbi all’ATM; i bite sono stati costruiti per l’arcata superiore sulla base di una valutazione dello spazio libero tra le arcate presente durante il sorriso, in modo da alterare lievemente la dimensione verticale dei soggetti, mentre il placebo è stato fabbricato nello stesso
materiale resinoso del bite ma in modo da non interferire con la superfi cie occlusale degli elementi dentali né alterare la dimensione verticale. L’EMG è stata eseguita ai seguenti muscoli: masseteri destro e sinistro, temporali destro e sinistro, trapezio, deltoide, bicipite, tricipite, estensore dell’avambraccio e flessore dell’avambraccio. Le analisi statistiche dimostrano che la forza sviluppata a livello degli arti superiori con il bite , che permette al soggetto di assumere la normale posizione di riposo o rest
position , è signifi cativamente maggiore rispetto alla forza sviluppata durante l’abduzione senza il dispositivo inserito nel cavo orale, sia nella situazione di massima intercuspidazione, sia con il placebo e sia
nella normale rest position . Non si discosta molto da questo lavoro lo scopo del più recente esperimento condotto da Ferrario et al. su due gruppi di soggetti, un gruppo con parametri di occlusione nella norma e l’altro con evidenti alterazioni dell’apparato stomatognatico (uno o più denti mancanti, crossbite ecc.) ai fini di valutare la correlazione funzionale tra apparato stomatognatico e i muscoli di altri distretti corporei, e tra le varie condizioni occlusali e la performance neuromuscolare. I soggetti esaminati sono 29 giovani uomini che praticano regolarmente uno o più sport; per ognuno di loro sono state considerate sei posizioni dell’articolazione temporo-mandiolare: a bocca aperta, senza contatto tra i denti; bocca chiusa, con leggero contatto dentale, massima intercuspidazione, massima intercuspidazione con
due rulli di cotone (spessore di 10 mm) interposti tra i denti posteriori, massima intercuspidazione con un solo rullo di cotone posto sul lato destro o sinistro dei denti mandibolari posteriori. Durante ogni prova il paziente doveva utilizzare l’arto dominante per sollevare un carico di peso precedentemente valutato sulla base della sua corporatura, per il maggior tempo possibile. I soggetti sono stati incoraggiati a svolgere al meglio l’attività ed erano nel contempo incitati verbalmente.