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OSTEOINTEGRAZIONE E DIABETE (SECONDA PARTE)

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Category

Odontoiatra



Descrizione

La misurazione della glicemia a fini diagnostici o di screening deve essere effettuata su plasma venoso (l’uso dei glucometri, e quindi l’utilizzo di sangue capillare, è sconsigliato, in quanto le misurazioni
sono difficilmente standardizzabili). Gli effetti della patologia diabetica nel cavo orale si manifestano principalmente a livello parodontale. L’aumento persistente della glicemia causa un ispessimento della membrana basale dei capillari per glicosilazione non enzimatica delle proteine di membrana, tale da influenzare la permeabilità basale. Questo processo modifica, di conseguenza,
anche la nutrizione dei tessuti, la diffusione dell’ossigeno e l’eliminazione dei metaboliti. Inoltre, il deficit della motilità vasale provoca riduzione della perfusione ematica e della migrazione (diapedesi) leucocitaria, rendendo i tessuti più suscettibili alle aggressioni microbiche. Nel diabete si verifica una riduzione dell’attività chemiotattica dei neutrofili e di quella fagocitaria dei macrofagi che potrebbe essere responsabile dell’alterata risposta dei tessuti parodontali nei confronti della placca batterica. L’origine di tale deficit sembrerebbe dipendere dalla chetoacidosi e dall’iperglicemia che agiscono in maniera negativa nei confronti dell’attività fagocitaria dei macrofagi, mentre la ridotta o assente produzione di insulina potrebbe ridurre l’attività chemiotattica dei granulociti neutrofili. La ridotta sintesi di collageno, la sua diminuita solubilità e la degradazione del collageno di nuova sintesi,
associate a una bassa produzione di crescita piastrinica ed epidermica da parte dei monociti e a una riduzione della produzione di matrice ossea da parte degli osteoblasti, sono responsabili della maggiore difficoltà nella guarigione delle ferite in pazienti affetti da diabete mellito.