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LA RIGENERAZIONE TISSUTALE E PERI-IMPLANTITI. PARLA IL PROFESSOR SIMION (TERZA PARTE)

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Odontoiatra



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Quali sono gli attuali orientamenti in rigenerazione tissutale?
Il secondo grande evento in odontoiatria degli ultimi vent’anni è senz’altro la rigenerazione guidata dei tessuti. Dal 1988, quando il Dr. Dahlin dimostrò per la prima volta nel coniglio la possibilità di rigenerare il tessuto osseo peri-implantare, abbiamo vissuto 3 periodi fondamentali: quello dello sviluppo delle tecniche chirurgiche durato fi no al 1996, quello del consolidamento dei risultati con analisi prospettiche e retrospettive, e quello della semplifi cazione delle tecniche iniziato nel 2005 con l’introduzione dei concetti di Ingegneria Tissutale. In che modo l’Ingegneria Tissutale può entrare
nella pratica clinica quotidiana? L’Ingegneria Tissutale è costituita da una triade di fattori biologici che concorrono alla rigenerazione
dei tessuti: gli scaffolds che guidano la migrazione cellulare, le cellule osteogenetiche e i fattori di crescita. Non considerando le tecniche di coltura ed espansione cellulare che sono lontane dall’utilizzo clinico in Odontoiatria per fattori economici e di regolamentazione, possiamo dire che gli scaffolds e i fattori di crescita costituiscono senz’altro il futuro della rigenerazione ossea. All’università di Milano con il Prof. Santoro e il Prof. Maiorana, da anni portiamo avanti numerose ricerche su nuovi sostituti di osso in forma di blocchi, sia eterologhi sia omologhi, per facilitare le tecniche
chirurgiche di innesto, evitare il prelievo dal paziente e quindi ridurre sensibilmente la morbilità postoperatoria. Ma il pezzo forte della nostra attività di ricerca preclinica e clinica è quella sul platelet-derived growth factor (PDGF), un fattore di crescita di derivazione piastrinica che favorisce la rigenerazione sia del tessuto osseo sia dei tessuti molli. Il nostro gruppo è stato il primo al mondo in collaborazione con il Dr. Myron Nevins dell’Università di Harvard a dimostrare la possibilità di rigenerare osso alveolare in direzione verticale con la combinazione di osso eterologo e PDGF sia nell’animale da esperimento sia nell’uomo. Il PDGF è stato accettato già da quattro anni dalla Food & Drug Administration negli Stati Uniti e in Canada e, dopo numerose traversie burocratiche e legislative, dovrebbe fi nalmente essere disponibile in commercio anche in Europa dal prossimo autunno con il nome di GEM 21. La tecnica del PRGF – plasma ricco di fattori di crescita – è presente in letteratura da diversi anni. Ci può dire sinteticamente in cosa consiste la differenza con il PDGF? Il PRGF viene ottenuto mediante il prelievo e la elaborazione mediante centrifuga di una generosa quantità di sangue del paziente. Gli svantaggi che presenta sono la laboriosità del processo di preparazione, che richiede l’ausilio di un medico specialista in ematologia, la limitata effi cacia dovuta alla scarsa quantità di PDGF nel preparato ottenuto. Il PDGF invece è il principio attivo, il fattore di crescita puro, che viene ottenuto in laboratorio alle
concentrazioni ideali con tecniche di ricombinazione genetica di batteri Escherichia coli . Essendo la quantità e la concentrazione controllate e costanti, la sua effi cacia e più predicibile.