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LA TECNICA DI MICRO-ENDODONZIA CHIRURGICA

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Category

Odontoiatra



Descrizione

L’anestetico ha due ruoli nell’ endodonzia chirurgica:
Il primo è quello di assicurare fornire una duratura anestesia,
Il secondo è quello di facilitare una adeguata emostasi.
Per tale motivo , l’anestesia di elezione è realizzata tramite la  lidocaina al 2% con epinefrina 1:50.000. 
Non sono consigliabili le altre soluzioni anestetiche a basse concentrazioni di epinefrina 
La lenta somministrazione della soluzione anestetica con epinefrina 1:50.000 non presenta alcuna controindicazione, neanche in soggetti con un quadro clinico difficile
 Il ricorso al microscopio anche nel corso della somministrazione dell’anestetico è utile per non consentire l’iniezione di  vicino a numerosi e ampi  vasi capillari e affinché non ci sia` sanguinamento dopo la rimozione dell’ago.
Esperti di endodonzia chirurgica consigliano che l’ago deve penetrare solo per pochi millimetri nella mucosa alveolare, subito sopra la linea muco-gengivale. 
L’anestetico deve essere iniettato con relativa lentezza, con calma, goccia dopo goccia, e l’ago non deve assolutissimamente depositare la soluzione all’interno delle fibre muscolari.
Infatti, l’anestetico, iniettato nella sotto mucosa, stimola i recettori ‘‘alfa’’, che sono gli unici  responsabili della vasocostrizione. 
Se iniettato all’interno delle fibre muscolari esistenti più in profondità nel fornice, si attiveranno i recettori ‘‘beta’’ responsabili della vasodilatazione. 
Per concludere, dopo che viene iniettata la giusta quantità di anestetico, gli specialisti di endodonzia chirurgica, suggeriscono di temporeggiare  15/20 minuti prima di procedere con l’avvio dell’intervento tramite  l’incisione dei tessuti molli, in modo tale da essere certi  di aver ottenuto una adeguata ischemia dei tessuti stessi.
 Se ci sono evidenti lesioni nell’arcata superiore o di radici palatine, è utile realizzare  una buona anestesia anche dal lato palatino.
Infine, dopo l’ ottenimento dell’anestesia dell’emimandibola attraverso la tradizionale anestesia tronculare senza vasocostrittore, si realizza l’anestesia plessica nella zona oggetto dell’intervento, tenendo in considerazione  le analoghe linee guida  viste in precedenza  per l’arcata superiore