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IL MICROSCOPIO OPERATORIO IN ENDODONZIA (PRIMA PARTE)

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Odontoiatra



Descrizione

Negli anni passati, la chirurgia periapicale  è  stata posta in essere  senza ricorrere all’ ingrandimento, utilizzando come unica sorgente di luce,  la lampada del riunito per illuminare il campo operatorio.
Infatti, il successo della chirurgia limitato, rispetto a quello  dell’endodonzia ortograda. 
Gli occhiali telescopici e le lampade frontali. Hanno garantito una visibilità decisamente migliore.
Essi sono di vario tipo, in relazione alle  configurazioni e  agli ingrandimenti, ( 2x oppure 6x, con ottica galileiana o prismatica). 
Grazie alle  lampade frontali con fibre ottiche si può proiettare una luce coassiale nella zona  chirurgica, migliorando la luce e l’ingrandimento.
Sono apparsi evidenti, d'altronde i punti deboli di questi sistemi. 
L’ingrandimento di 6x non è utile al massimo  e anche  la lampada frontale non è idonea ad spingere la luce in profondità  all’interno del canale in endodonzia chirurgica, ma anche in  endodonzia ortograda.
Tutto ciò comporta un affaticamento visivo e del collo.
La vera innovazione è rappresentata dal  microscopio operatorio, capace di operare su ingrandimenti che oscillano  da 2,5x fino a un massimo di 20/25x e l’illuminazione è  coassiale costantemente. con lo sguardo dell’operatore. 
Con l’ingrandimento, si opera sempre al minimo/medio e si ricorre a quello massimo solo quando si deve verificare.
Operare a ingrandimenti forti vuol dire possedere una profondità di campo limitata e un’illuminazione scarsa.
L’illuminazione coassiale, presenta 2 vantaggi: 
1. lo specialista guarda nella zona di operazione senza alcuna ombra e, dunque, può analizzare  la detersione delle pareti della cavità retrograda nel corso  l’intervento di endodonzia chirurgica;
 2. visto che l’illuminazione coassiale è facilitata, nel microscopio operatorio, dal ricorso ad un’ottica galileiana e, considerando  che,  l’ottica galileiana permette una messa a fuoco all’infinito e invia raggi di luce paralleli tra loro, gli occhi dello specialista mettono anch’essi a fuoco all’infinito e qualsiasi intervento può essere realizzato senza affaticare occhi e viso.
Per concludere, l’uso del microscopio operatorio in endodonzia chirurgica garantisce diversi vantaggi pratici
  una  visualizzazione del campo operatorio migliore; 
  una valutazione della tecnica chirurgica di qualità;
   Più accuratezza nel corso dell’intervento;
   una percentuale di successo maggiore  a lungo termine.
Il microscopio operatorio è, dunque, uno strumento essenziale e insostituibile per eseguire l’endodonzia chirurgica 
Con il microscopio operatorio, infatti, l’incisione realizzata attraverso il microbisturi è decisamente più accurata, il trauma ai tessuti molli è più contenuto,  il sollevamento del lembo è alquanto più preciso e passivo e, dopo, il riposizionamento dei tessuti è semplice e lineare.
All’ingrandimento minimo si può vedere dentro la zona chirurgica e si può individuare il nervo mentoniero, le dimensioni della breccia ossea sono piccole ( <5 mm), sufficienti a introdurre le punte da ultrasuoni generalmente della lunghezza di 3 mm. 
All’ingrandimento medio si opera una precisa preparazione della cavità  retrograda la cui detersione è analizzata  all’ingrandimento massimo. 
Dal punto di vista ergonomico, l’endodonzia chirurgica ha bisogno  del sostegno  di due assistenti.
 Il primo opera  seduto e segue l’intervento mediante il suo oculare e ha la funzione esclusiva  di tenere sotto controllo il sanguinamento del campo chirurgico per avere sempre la massima visibilità all’operatore.
 Il secondo assistente segue l’intervento con il monitor stando in piedi alla destra dell’operatore e ha il suo ruolo è quello  di passare  gli strumenti giusti al momento giusto tra le dita all’operatore, il quale li prende senza distogliere lo sguardo dal suo oculare.