DENTISTA.NAME


L'INNESTO GENGIVALE LIBERO

Info

Category

Odontoiatra



Descrizione

In questo articolo analizzeremo l’innesto gengivale libero.
L’innesto gengivale libero è consigliato nei casi in cui, nella regione adiacente alla recessione è assente  un tessuto donatore idoneo per un lembo peduncolato o quando si vuole un tessuto marginale più spesso. 
Dal punto di vista operativo, gli innesti gengivali liberi sono metodiche che hanno un ampio spettro di applicabilità clinica e abbinano il vantaggio di ottenere un incremento di mucosa cheratinizzata a un aumento dello spessore dei tessuti e, in taluni casi, a un approfondimento del fornice vestibolare.
 Questa tecnica chirurgica può essere usata nel trattamento sia di un dente singolo sia di gruppi di denti. 
La regione donatrice è rappresentata dalla mucosa masticatoria del palato, per cui controindicazione all’innesto gengivale è l’impossibilità al prelievo palatino. 
Non rappresenta il trattamento di elezione in zone in cui l’estetica è importante: l’innesto gengivale libero, infatti, ha un aspetto ottimale a distanza di circa un mese dall’intervento chirurgico e il suo colore armonizza perfettamente con la gengiva circostante; successivamente, la continua apposizione di fibre connettivali porta a un’alterazione del colore dell’innesto gengivale,  che a distanza di 6-8 mesi appare biancastro cicatriziale.
 Le metodiche bilaminari rappresentano attualmente le procedure chirurgiche più utilizzate per ottenere copertura radicolare. Consistono sostanzialmente nell’associazione di un innesto di tessuto connettivo con un lembo peduncolato.
Sono tecniche flessibili, molto idonee per le diverse situazioni cliniche e hanno, quindi,  un più alto  numero di indicazioni. Le metodiche bilaminari rappresentano il passo successivo agli innesti gengivali liberi nell’evoluzione delle metodiche volte a ottenere copertura radicolare. 
L’obiettivo di tali innovative tecniche  è quella di accrescere  il grado di predicibilità del risultato terapeutico ampliando l’apporto ematico al tessuto innestato. 
Gli innesti gengivali liberi, infatti, nelle prime ore postoperatorie sopravvivono grazie a una diffusione plasmatica proveniente dal letto periostale su cui sono adagiati, mentre la porzione di innesto posizionata sulla superficie radicolare può andare incontro a necrosi. 
Con le metodiche bilaminari, il tessuto innestato è messo  tra il letto ricevente e un lembo mucoso, garantendo così un apporto ematico supplementare. 
L’uso di tessuto connettivo privo di epitelio per le procedure di innesto gengivale è stato proposto sulla base di studi che hanno dimostrato il ruolo decisivo assunto dal tessuto connettivo nel determinare la differenziazione epiteliale. 
Nel 1985 è stata proposta un’altra tecnica chirurgica che prevedeva il ricorso a un innesto di tessuto connettivo sottoepiteliale per ottenere copertura radicolare. 
Tale procedura alternativa è stata descritta da Raetzke e da lui denominata tecnica a “busta”: il sito ricevente è preparato creando un marsupio (“busta”) nei tessuti attorno al difetto; l’innesto di tessuto connettivo viene collocato nella tasca così formata ed emerge solo nella porzione sovrastante la superficie radicolare da coprire.
 Questa tecnica è indicata nel caso di singola recessione o comunque qualora il numero di recessioni sia limitato perché la disponibilità di tessuto donatore dal palato è limitata.
 Nel 1994 sono stati pubblicati i risultati clinici ottenuti da Allen, che ha valutato l’efficacia della tecnica a “busta” proposta da Raetzke nell’ottenere copertura radicolare.
 Secondo i dati ottenuti, questa tecnica chirurgica presenterebbe diversi vantaggi: consentirebbe una riduzione del trauma chirurgico a livello della sede ricevitrice, manterrebbe intatto il tessuto gengivale e le papille e fisserebbe fermamente l’innesto di tessuto connettivo sulle recessioni sia singole sia multiple. 
In relazione al sito donatore, le tecniche  bilaminari sono vantagiose.
 In confronto  al prelievo palatino per un innesto gengivale libero, con il prelievo di tessuto connettivo per le metodiche bilaminari i vantaggi sono i seguenti:
• la ferita palatina guarisce per prima intenzione;
• si ha una notevole riduzione del rischio di emorragia secondaria;
• il disagio postoperatorio per il paziente è minimo.