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LA SCLERODERMIA (RISLUTATI DELLO STUDIO 2)

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Category

Odontoiatra



Descrizione

In questo articolo analizzeremo i risultati del secondo  studio condotto sulla sclerodermia.
 Pianificato il tipo di riabilitazione è stato deciso di effettuare gli interventi nel mascellare superiore e nel mascellare inferiore contestualmente al <a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id_cat=14&tipologia=tecniche&id=85&categoria=IMPLANTOLOGIA">carico immediato</a>. 
L’estremo e comprensibile disagio della paziente nei confronti delle procedure odontoiatriche ha suggerito questo approccio per ridurre le sedute operatorie diminuendo il suo impegno fisico e biologico.
I pazienti colpiti da sclerodermia che con un solo intervento passano da una dentizione non recuperabile a una riabilitazione totale su impianti sono denominati “pazienti transizionali” . 
Gli impianti possono essere inseriti contestualmente alle <a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id=1288&tipologia=tecniche">estrazioni</a> degli elementi dentali o a guarigione avvenuta e, pertanto, il carico si definisce <a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id_cat=14&tipologia=tecniche&id=85&categoria=IMPLANTOLOGIA">immediato</a> o dilazionato. Una recente pubblicazione ha analizzato retrospettivamente tutte queste modalità di trattamento in un gruppo di 80 pazienti che presentassero almeno 4 anni di follow-up. 
I dati mostrano che la sopravvivenza globale degli impianti postestrattivi posizionati in osso nativo e caricati immediatamente, come nel caso presentato in questo lavoro, ha una prognosi favorevole. 
Durante la formulazione del piano di trattamento, dal punto di vista protesico, sono state previste per la paziente: due protesi tipo Toronto per la fase provvisoria; una riabilitazione definitiva con perni individuali e corone in zirconia per il mascellare superiore e una protesi tipo Toronto con barra in titanio per la mandibola.
 Questa decisione è stata dettata dalla morfologia delle basi ossee della paziente e dalla dimensione verticale. Il mascellare superiore non presentava infatti deficit ossei a livello della premaxilla e il sostegno al labbro e ai tessuti molli ha permesso di realizzare una riabilitazione con perni e corone.
 La linea del sorriso alta ha ulteriormente avvalorato tale scelta.