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LA SCLERODERMIA (SECONDA PARTE)

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Odontoiatra



Descrizione

In questo articolo continueremo ad analizzare la sclerodermia 
La diagnosi differenziale è possibile per la presenza di autoanticorpi tipici per ognuna delle due manifestazioni patologiche. 
I pazienti con DSPS sono più predisposti a sviluppare severe complicanze epatiche, renali o cardiache, in particolare nei primi 3-5 anni dall’insorgenza della patologia. 
I pazienti con LSPS presentano invece sindrome CREST (acronimo per calcinosi, fenomeno di Raynaud, dismotilità esofagea, sclerodattilia, teleangectasie).
 Nel 2001 questa classificazione è stata ampliata introducendo un nuovo sottogruppo nel quale è presente il fenomeno di Raynaud, a carico dei vasi capillari e con autoanticorpi, in assenza di manifestazioni cutanee. 
Questi pazienti non necessariamente sviluppano i segni clinici dei due gruppi descritti in precedenza. Il distretto oro-facciale è uno dei più colpiti.
 L’eccessivo deposito di collagene rende la pelle del viso liscia, tirata come una maschera. 
Le ali del naso si assottigliano, il naso è schiacciato. 
La fibrosi colpisce anche le ghiandole salivari e lacrimali, determinando bocca secca o xerostomia con il rischio di sviluppare xeroftalmia.
 Uno scarso flusso salivare favorisce l’accumulo di placca.
 Le radiografie endorali evidenziano come il legamento parodontale risulti ispessito o siano presenti tasche parodontali; l’ortopantomografia (OPT) consente facilmente di osservare l’angolo della mandibola più spigoloso del normale, a causa del riassorbimento del bordo posteriore del ramo e dei condili che, in alcuni casi, può portare alla frattura. 
I segni clinici della sclerodermia, conducono progressivamente a un quadro di microstomia che limita l’apertura della bocca nel 70% dei pazienti. 
La microstomia rende difficile il trattamento odontoiatrico di questi pazienti ed è complesso anche il mantenimento domiciliare, pertanto l’igienista assume un ruolo fondamentale fin dalle prime fasi della malattia, assistendo il paziente.
 Il livello di evidenza relativo alle riabilitazioni implantari in soggetti con sclerodermia è molto basso, limitato a case report. 
L'obiettivo di questi articoli, che analizzano dettagliatamente la sclerodermia, è quello di descrivere la possibilità di eseguire un trattamento implantare a carico immediato anche in un paziente affetto da questa grave patologia, migliorandone la qualità di vita almeno sotto l’aspetto odontostomatologico.