DENTISTA.NAME


GLI IMPIANTI POST-ESTRATTIVI IN SITI CHE PRESENTANO LESIONI ENDODONTICHE (SECONDA PARTE)

Info

Category

Odontoiatra



Descrizione

Continuiamo ad  analizzeremo gli <a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id_cat=14&tipologia=tecniche&id=2406&categoria=IMPLANTOLOGIA">impianti post-estrattivi</a> in siti che presentano lesioni endodontiche.
È anche possibile che una o più pareti ossee del sito alveolare possano risultare in parte riassorbite a causa di un processo patologico o come risultato di una procedura di estrazione dentale traumatica. 
Questi potenziali problemi sono stati affrontati in diversi modi. 
Ad esempio, molti produttori di impianti dentali, anche di <a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id_cat=14&tipologia=tecniche&id=2406&categoria=IMPLANTOLOGIA">impianti post-estrattivi</a> i hanno sviluppato nuovi design implantari. 
Impianti sagomati tronco-conici hanno mostrato risultati promettenti, sebbene non vi sia attualmente alcuna evidenza scientifica che dimostri la superiorità di impianti con design tronco-conico rispetto a quelli cilindrici in termini di sopravvivenza implantare. 
Anche impianti di grande diametro possono essere utilizzati con successo per ridurre al minimo la dimensione dei gap tra gli impianti e le pareti dei siti post-estrattivi di varie dimensioni. 
Alcuni esperti di <a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id_cat=14&tipologia=tecniche&id=2406&categoria=IMPLANTOLOGIA">impianti post- estrattivi</a> hanno suggerito di aspettare, generalmente 4-8 settimane, prima del posizionamento di impianti per ottenere la guarigione dei tessuti molli e diminuire il rischio di infezioni (delayed implants). 
Altri autori hanno studiato la possibilità di rigenerare l’osso perduto tra la superficie dell’impianto e l’alveolo mediante varie tecniche di rigenerazione ossea come l’utilizzo di osso autologo, sostituti ossei e/o la rigenerazione ossea guidata (<a href="http://www.odontoiatra.it/public/dettaglio.php?id=1553&tipologia=tecniche">GBR</a>) con membrane riassorbibili e non riassorbibili. 
In letteratura viene riportato anche l’impiego di varie molecole promotrici ossee, come i derivati della matrice dello smalto o le proteine morfogenetiche ossee ricombinanti.