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LE SUPERFICI IMPLANTARI. (SETTIMA PARTE)

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Odontoiatra



Descrizione

Numerosi studi istomorfometrici, condotti nel campo dell’implantologia,  su modelli animali hanno evidenziato l’aumentata capacità di stimolare l’apposizione di nuovo osso per questa superficie, quando comparata a superfici TPS in biossido di titanio. 
Questi incoraggianti risultati sono stati avallatii da lavori su removal torque laddove la superficie SLA® è stata capace di sviluppare un’adesione maggiormente arcigna tra osso e impianto rispetto a una superficie soggetta a una duplice acidificazione.
In implantologia, numerosi lavori clinici sull’uomo hanno poi confermato tutti questi rilievi e dimostrato come la superficie sabbiata e acidificata sia in grado di ridurre i tempi di guarigione ossea. 
In un lavoro clinico condotto da specialisti di superfici implantari, su 111 impianti ( di cui novanta SLA® e ventuno TPS) impiantati  in cinquantasei  soggetti  dopo rialzo del seno mascellare, Bornstein e alti suoi collaboratori hanno mostrato  un successo implantare a 5 anni del 100% con impianti dotati di  superfici sabbiate e acidificate contro un successo dell’89% con superficie munite di  TPS.
In un altro importante studio clinico a 5 anni su 106 soggetti impianti posizionati in 32 pazienti (68 SLA® e 68 TPS), Roccuzzo et al.  hanno messo in luce  una capacita di sopravvivenza  del 100% nei due gruppi. 
Più recentemente, è stata introdotta una metodica di implantologia,  per rendere la superficie SLA® idrofila. 
Il concetto di partenza era il seguente: preservare le proprietà idrofiliche della superficie, riducendo al minimo l’inevitabile contaminazione che l’oxide layer subisce per il prolungato contatto con l’atmosfera a opera di residui carboniosi. 
Dopo il trattamento classico di sabbiatura e acidificazione, la superficie SLA® è decontaminata in atmosfera di gas protettivo (azoto) e successivamente conservata in soluzione salina isotonica. Il risultato finale di questi trattamenti è la superficie SLA Active® (Straumann ITI Institute, Waldenburg, Switzerland).
 La superficie SLA Active® ha dimostrato di possedere elevata bagnabilità e ridotta contaminazione da idrocarburi e si ritiene sia in grado di promuovere e accelerare le prime interazioni con i fluidi organici.
 Un lavoro in vitro su coltura di osteoblasti ha evidenziato come la superficie SLA Active® determini una maggiore produzione di marker importanti dell’attività cellulare, quali fosfatasi alcalina e osteocalcina, e di fattori di crescita e differenziazione, quando comparata a superfici SLA®.