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LE SUPERFICI IMPLANTARI. (QUARTA PARTE)

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Odontoiatra



Descrizione

Continuamo a trattare una tematica rilevante in implantologia, ovvero quella delle superfici implantari, 
Gli impianti microrugosi per sottrazione di materiale sono realizzati tramite il ricorso a  sabbiatura, acidificazione o combinazione di tali due tecniche.
 La sabbiatura potrebbe essere realizzata facendo ricorso a particelle di ossido di allumina Al2O3 (12-250 mm), ricorrendo a piccolissime particelle di biossido di titanio TiO2 (25 mm, come nella superficie Tioblast® [Astra Tech, Molndal, Sweden]) o tramite particelle di HA. 
In quasi tutti i casi esposti, e indipendentemente dalla grandezza dimensionale delle particelle adoperate, la superficie implantare viene gestita con getto d’aria e abrasivi sotto pressione con il principale intento di conseguire un’accettabile microrugosità, che ha come peculiarità picchi e depressioni. 
Anche nel caso della sabbiatura, il grado di rugosità finale dipende da parametri quali tempo di sabbiatura, pressione, distanza e, in particolare, dalle dimensioni delle particelle impiegate. Un ottimo esempio di superficie ottenuta per sabbiatura con particelle di HA è la superficie MTX® (Zimmer Dental, Carlsbad, CA, USA).
 La superficie MTX® è ottenuta per sabbiatura con HA seguita da lavaggio in acido nitrico (HNO3) e acqua distillata. In un lavoro istomorfometrico sull’uomo con mini-impianti prelevati a 6 mesi dopo rialzo del seno mascellare, la superficie MTX® ha dimostrato un superiore contatto tra osso e impianto rispetto alla superficie liscia. 
Questo incoraggiante risultato è stato confermato da un ulteriore lavoro istomorfometrico su seno rigenerato nell’uomo, in cui la percentuale di contatto tra osso e impianto su superficie MTX® risultava superiore a quella ottenuta con diversi controlli (TPS titanio plasma spray, impianti rivestiti in HA, impianti ossidati e anodizzati, impianti sabbiati e acidificati). 
In una serie di studi clinici, la superficie MTX® ha dimostrato di garantire elevate percentuali di sopravvivenza e successo implantare, in uno studio prospettico su 218 impianti con superficie MTX®, Ormianer et al. hanno trovato una sopravvivenza cumulativa a 5 anni del 98,2%.