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LE SUPERFICI IMPLANTARI. (TERZA PARTE)

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Odontoiatra



Descrizione

In questo articolo continuiamo a trattare una tematica rilevante in implantologia:  Le superfici implantari.
L’osteointegrazione degli impianti in titanio è modulata in vivo dalla topografia superficiale, come è ormai ampiamente riconosciuto. 
La microtopografia superficiale influenza infatti l’adesione, la proliferazione, la differenziazione cellulare e la produzione di fattori locali in vitro. 
Numerosi esperti di implantologia hanno dimostrato come una serie di proprietà e comportamenti cellulari, quali l’espressione di determinati geni e la secrezione di proteine, sia influenzata dalla forma delle cellule, determinata dalla conformazione tridimensionale della struttura portante cellulare, cioè il citoscheletro. Questo influenza la risposta clinica in vivo. 
Gli impianti microrugosi sono realizzati grazie a tre tipi di tecniche: sottrattiva, additiva e combinata. Un chiaro e comprensivo esempio di impianti microrugosi realizzati mediate somministrazione di materiale è quello dagli impianti plasma spray rivestiti da particelle di titanio anche noti come impianti realizzati tramite l’applicazione di rivestimento in calcio-fosfato o HA. 
Nel primo caso, la superficie prima è sabbiata, poi trattata con termo-spruzzatura con particelle di titanio puro a elevata temperatura. Si ottiene uno strato di rivestimento di circa 10-40 mm di spessore, estremamente rugoso, solidificato sulla superficie. 
Nel secondo caso, è il rivestimento in HA, di spessore compreso tra 50-70 mm, a dare una superficie estremamente rugosa. 
Le caratteristiche di queste superfici, quali grado di microrugosità e suo spessore, dipendono ovviamente da una serie di parametri come dimensioni delle particelle, velocità e tempo di impatto, temperatura e distanza dalla superficie.