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LA MODERNA IMPLANTOLOGIA. (MECCANISMI DI GUARIGIONE, PARTE 2)

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Odontoiatra



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Nell’articolo che segue continuiamo a trattare la tematica dei maccanismi di guarigione nella moderna implantologia.
L’introduzione dell’impianto e il conseguente trauma causano infatti l’interruzione dei vasi sanguigni ossei, con susseguente sanguinamento: ciò determina il contatto tra i liquidi biologici dell’ospite e la superficie dell’impianto appena inserito.
 L’adsorbimento sulla superficie implantare di ioni e macromolecole di origine ematica è istantaneo e cruciale pure per la stessa adesione piastrinica: analizzando a fondo, proteine ematiche uali il fibrinogeno consentono l’aderenza delle piastrine sulla superficie dell’impianto implantare.
Le piastrine subiscono degranulazione, con liberazionedi fattori di crescita quali il plateletderived growth factor (PDGF) e il transforming growth factor beta (TGF-beta), i quali hanno attività chemotattica e mitogena rispetto alle cellule mesenchimali indifferenziate con  potenziale osteogenico. 
Ancora, le piastrine sprigionano particolari fattori fattori (fattore VIII o di von Willebrand), fondamentali nello sviluppo della diapedesi o migrazione di leucociti ovvero globuli bianchi nello spazio peri-implantare.
D’altra parte, il richiamo di cellule con potenziale osteogenico e di globuli bianchi nel sito di azione chirurgica, è assicurato dalla stessa cessazione della circolazione del sangue, contestuale alle emorragie, che determina degradazione ischemica del tessuto peri-implantare, diminuzione della tensione di ossigeno nel sito di azione chirurgica e stimolo chemotattico anche e soprattutto per le cellule endoteliali. 
Come abbiamo visto nei precedenti articoli di implantologia, insieme all’attivazione e all’aggregazione piastrinica, si innesca la cascata coagulativa, che esita nella formazione del coagulo di fibrina. 
Il risultato è la formazione di un network stabile, cioè una vera e propria rete che rappresenta di fatto un’autostrada per le cellule che devono raggiungere la superficie implantare, appunto leucociti e cellule osteogeniche.
 Le proteine ematiche fissate sulla superficie implantare sono innumerevoli e possiedono molte funzioni, non limitate all’adesione piastrinica.