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ESAMI RADIOGRAFICI IN IMPLANTOLOGIA (PARTE QUARTA)

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Odontoiatra



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Proseguendo nell’analisi della tematica delle analisi radiografici in implantologia,  dobbiamo precisare, però, che troviamo pensieri molti diversi sulla necessità di utilizzo di tale esame: molti autori ritengono che si debba ricorrere alle immagini cross-sectional solo in alcuni casi selezionati, senza specifi care però i criteri di selezione che il clinico deve applicare nella decisione. 
Nel 2002 Harris et al. hanno pubblicato le linee guida dell’European Association for Osseointegration sulla radiologia odontoiatrica in cui si specifica che l’uso di immagini cross-sectional deve essere riservato a casi in cui vi siano dei dubbi da parte del clinico sull’identificazione mediante esame obiettivo e indagini radiologiche tradizionali dei rapporti tra le strutture anatomiche o di difetti ossei. 
Secondo gli stessi autori le immagini cross-sectional sono inoltre utili, se ottenute con l’ausilio di una mascherina con reperi radiopachi derivata da una ceratura diagnostica, per programmare un posizionamento ottimale degli impianti ai fi ni di ottenere un risultato ottimale dal punto di vista biomeccanico, estetico e funzionale.
 Nel 2008 Monsour e Dudhia hanno evidenziato come le immagini cross-sectional siano l’ausilio diagnostico migliore ma sottopongano il paziente a una dose relativamente elevata di raggi rispetto all’ortopantomografia e debbano essere quindi riservate solo ad alcuni casi; la selezione secondo gli autori deve essere effettuata dal clinico ma non sono citate linee guida a riguardo. 
Nel 2012 Harris et al. hanno pubblicato le nuove linee guida dell’European Association for Osseointegration sulla radiologia odontoiatrica, ribadendo il concetto espresso nel lavoro del 2002 secondo cui le immagini cross-sectional devono essere riservate ai casi dubbi ed enfatizzando come sia inaccettabile l’esecuzione “di routine” di esami radiografici, in quanto la selezione degli esami appropriati deve essere ad personam.