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ESAMI RADIOGRAFICI IN IMPLANTOLOGIA (SECONDA PARTE)

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Odontoiatra



Descrizione

Continuiamo a trattare la tematica relativa agli esami radiografici in implantologia.
Tutte queste metodiche di implantologia sottopongono però il paziente a una dose effi cace di radiazioni più o meno elevata a seconda del tipo di indagine utilizzata: < 0,002 mSv per una Rx endorale (0,020-0,040 mSv per uno status con 20 Rx), 0,003-0,024 mSv per un’ortopantomografi a, < 0,006 mSv per una Rx latero-laterale, 0,047-0,088 mSv per una computed tomography e 0,019-0,674 mSv per una cone-beam computed tomography (dentoalveolare).
Il clinico deve tenere conto di tali valori e del rischio radiologico a cui sottopone il paziente, dato che l’esposizione a radiazioni ionizzanti può portare a effetti anche gravi all’organismo sia per esposizione ad alte dosi (effetti deterministici: reazioni tissutali avverse dovute in gran parte alla morte cellulare) sia per esposizione a basse dosi (effetti stocastici: mutazione di cellule somatiche con formazione di neoplasie o mutazione di cellule riproduttive con sviluppo di malattie ereditarie nella progenie dell’individuo esposto), nonché dei possibili risvolti etici e medico-legali legati a tale aspetto.
 Inoltre, nell’implantologia, è opportuno considerare anche la difficoltà di esecuzione delle indagini da parte dell’operatore. L’ortopantomografia è un esame che sembra semplice ma che in realtà risulta complesso, non solo per le difficoltà di posizionamento del paziente nell’ortopantomografo (come in caso di pazienti con edentulia totale o parziale del gruppo frontale o pazienti poco collaboranti), ma anche per il problema della magnificazione delle strutture: il clinico deve tenere conto di questo in quanto entrambi gli aspetti possono portare a notevoli distorsioni dimensionali. 
Tale problema non sussiste nel caso in cui si utilizzi una cone-beam computed tomography in quanto, come dimostrato nel 2011 da uno studio su cadavere di Tomasi et al., l’accuratezza della scansione è indipendente dal posizionamento dell’oggetto.