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SISTEMA ENDOCANNABINOIDE IN ODONTOSTOMATOLOGIA (CONCLUSIONI)

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Odontoiatra



Descrizione

Precedentemente abbiamo detto che, i recettori CB2, espressi sia dagli osteoblasti sia dagli osteoclasti, sembrano possedere un ruolo di rilievo nella modulazione endocrina del metabolismo osseo. L’impiego di agonisti selettivi dei CB2 è stato quindi proposto
per il trattamento dell’osteoporosi. Se queste potenzialità venissero confermate, l’impiego degli agonisti selettivi dei recettori cannabinoidi potrebbero trovare applicazione non solo nella prevenzione e nel trattamento di determinati quadri clinici di malattia parodontale, ma diventare anche un valido ausilio nelle tecniche chirurgiche rigenerative. Inoltre, la stimolazione della formazione ossea attraverso l’attivazione dei recettori CB2 potrebbe essere impiegata
come supporto farmacologico nell’ambito dell’implantologia orale osteointegrata, al fine di migliorare la qualità ossea a livello del sito implantare e per facilitare l’osteointegrazione. Anche la chirurgia
preprotesica ricostruttiva dei mascellari potrebbe trarre vantaggio da una stimolazione selettiva cannabinergica: ad esempio, la guarigione degli innesti ossei potrebbe essere migliorata, in termini di qualità
e quantità, mediante la stimolazione dell’attività osteoblastica mediata dall’attivazione farmacologica dei CB2. A sostegno di queste potenzialità, una recente pubblicazione ha proposto il pretrattamento
della superficie implantare con agonisti dei CB2, come l’HU-308, al fine di stimolare la guarigione ossea e quindi accelerare l’osteointegrazione degli impianti. Sebbene allo stato attuale queste ipotesi siano fondamentalmente speculative, se confermate sperimentalmente la loro applicazione clinica potrebbe contribuire in modo significativo al miglioramento di numerose procedure chirurgiche e non chirurgiche. La modulazione farmacologica del sistema endocannabinoide e di altri sistemi neuroendocrini a esso
correlati ha finora dimostrato notevoli potenzialità nel trattamento di numerose condizioni patologiche. Tali potenzialità troveranno un’applicazione clinica tanto più ampia quanto maggiore sarà la capacità di questi nuovi strumenti farmacologici di evitare
l’induzione degli effetti indesiderati correlati all’attivazione dei recettori cannabinoidi. Anche in ambito odontostomatologico, l’introduzione di questi nuovi strumenti farmacologici potrebbe
migliorare in maniera significativa la gestione clinica di numerose patologie. Tuttavia, sono ancora necessari numerosi studi e acquisizioni sperimentali prima che questi farmaci possano entrare a far parte della pratica clinica giornaliera.