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RILASCIO, SINTESI, RICAPTAZIONE E DEGRADAZIONE DELLE NAE (PARTE1)

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Odontoiatra



Descrizione

La sintesi delle NAE, almeno per quanto riguarda l’AEA e la PEA, le due molecole più studiate, avviene attraverso una via enzimatica a due passaggi. Il primo, a opera di una N-aciltransferasi (NAT), porta alla formazione di N-arachidonil fosfatidiletanolamina (NAPE) a partire da un precursore fosfolipidico di membrana, la fosfatidiletanolamina (PE). Il secondo passaggio consiste nell’idrolisi,
catalizzata da una specifica fosfolipasi di tipo D (NAPE-PLD), che porta alla formazione della NAE corrispondente. È stata inoltre descritta un’altra via di sintesi, ovvero l’attività inversa dell’enzima normalmente deputato alla degradazione delle NAE, la FAAH (fatty acid amide hydrolase). Tuttavia, il primo dei due processi sembra il più rilevante. A differenza di numerosi neurotrasmettitori, contenuti in vescicole intracellulari e rilasciati nello spazio extracellulare mediante fusione degli stessi con la membrana cellulare, le NAE sono sintetizzate “on demand” in risposta a determinati stimoli, per poi essere rilasciate in ambito extracellulare. In generale,
l’aumento della concentrazione intracellulare di Ca++ è l’evento in grado di stimolare l’attività dei suddetti enzimi. L’alterazione dei livelli intracellulari di Ca++ è di frequente riscontro in numerosi modelli sperimentali animali (es., infarto cerebrale, sclerosi multipla, morbo di Parkinson) e questo ben si correla con l’aumento delle concentrazioni tissutali di diverse NAE rilevate in condizioni di stress o danno cellulare.