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SISTEMA ENDOCANNABINOIDE

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Odontoiatra



Descrizione

Originariamente, con il termine cannabinoidi si indicavano tutti i fitocomposti derivati dalla cannabis e i loro metaboliti, ovvero tutte le molecole con struttura classica a 21 atomi di carbonio.
Successivamente, tale definizione è stata superata e si è adottata una terminologia che tenesse conto dell’aspetto farmacologico e della struttura chimica.
Oggigiorno, con il termine cannabinoidi si intendono tutti i ligandi dei recettori cannabinoidi, cioè non solo quelli di origine vegetale (fitocannabinoidi), ma anche quelli di origine sintetica e le molecole endogene. Il nostro organismo produce infatti diverse sostanze, derivate dagli acidi grassi, in grado di interagire attivamente con i recettori cannabinoidi. Queste sostanze vengono definite endocannabinoidi (EC). I recettori cannabinoidi (CB) e gli endocannabinoidi costituiscono il sistema cannabinoide endogeno. Questo sistema riveste grande importanza nel funzionamento
dell’organismo, con implicazioni in svariati ambiti fisiologici tra cui integrazione e modulazione del dolore, funzioni mnestiche e cognitive, controllo della funzione motoria, regolazione del sistema immunitario e modulazione del metabolismo osseo. Recettori cannabinoidi, sono proteine di membrana appartenenti alla superfamiglia dei recettori accoppiati alle proteine G (G protein coupled receptors, GPCR). Sono costituiti da un’unica catena polipeptidica caratterizzata da sette tratti transmembrana, un domino N-terminale extracellulare e un domino C-terminale intracellulare. Fino a oggi sono stati identificati e clonati due sottotipi di recettori dei cannabinoidi, i CB1 e i CB2. In realtà, numerose evidenze sperimentali hanno dimostrato l’esistenza di altri bersagli molecolari
in grado di mediare effetti simili a quelli prodotti dall’attivazione dei recettori CB1 e CB2, denominati nell’insieme recettori cannabinoidi non- CB1, non-CB2.
I recettori CB1 sono presenti prevalentemente a livello delle terminazioni presinaptiche del sistema nervoso centrale (SNC) (soprattutto a livello dei gangli della base, dell’ippocampo, del cervelletto e della corteccia cerebrale), nonché in tessuti periferici
quali le cellule del sistema immunitario, l’endotelio vascolare, il fegato, l’intestino, i testicoli e le sinapsi dei nervi periferici. L’abbondante presenza dei CB1 a livello del SNC è in effetti coerente con la capacità dimostrata dalle sostanze cannabinoidi di influire sul
funzionamento di facoltà di tipo cognitivo, mnestico, motorio e nocicettivo. I recettori CB2 sono espressi principalmente a livello
del sistema immunitario, vale a dire tonsille, midollo osseo, timo, pancreas e nervi periferici. Sebbene inizialmente si ritenesse che la loro azione fosse limitata alla modulazione della risposta immunitaria, diverse evidenze sperimentali, attraverso l’uso di specifici agonisti selettivi CB2, hanno dimostrato la capacità di ridurre sia l’infiammazione indotta sperimentalmente sia l’iperalgesia di origine flogistica. I recettori CB2, inoltre, identificati a livello delle cellule sia osteoblastiche sia osteoclastiche, sembrano avere un ruolo rilevante nella regolazione endocrina del metabolismo osseo.
Dal punto di vista farmacologico, il diverso spettro d’azione dei due sottotipi recettoriali ha notevole importanza in quanto l’attivazione selettiva di un sottotipo, in particolare dei CB2, potrebbe permettere
di ottenere effetti terapeutici, ad esempio di tipo analgesico o antinfiammatorio, evitando nel contempo gli effetti collaterali derivanti dall’attivazione dei recettori CB1.