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I LEMBI PEDUNCOLATI MUSCOLOCUTANEI O CUTANEI

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Category

Odontoiatra



Descrizione

Lembo muscolocutaneo sottoioideo
Wang ha pubblicato, nel 1986, una casistica di 112 lembi sottoioidei. In Francia, Dolivet ha particolarmente diffuso questo tipo di lembo, così come quello di Lokhart. Per questo autore è un lembo molto sicuro e che ha grandi qualità plastiche. È un lembo che crea una losanga cutanea che viene prelevata con l’omoioideo e i muscoli sternocleidoioideo e sternotiroideo.
La losanga cutanea è verticale, paramediana in corrispondenza
dei muscoli sottoioidei omolaterali. La sua grandezza è di 4,5×9 cm.
L’incisione si fa intorno alla losanga cutanea e interessa in un primo tempo i piani cutanei e sottocutanei e il piano del platisma. La dissezione si realizza dalla sede distale a quella prossimale. La vena giugulare anteriore viene legata. Il piano dei muscoli sottoioidei viene inciso. Il frammento è sollevato a livello della faccia profonda di questi muscoli che passano al di sopra della capsula della ghiandola tiroide fino ai rami dell’arteria tiroidea superiore (ATS). Il ramo anteriore dell’ATS viene sezionato sulla ghiandola tiroide e incluso nel lembo, gli altri rami dell’ATS vengono legati lasciando il lembo peduncolato sul tronco principale dell’ATS. Il muscolo sternotiroideo viene scollato dalla cartilagine tiroide e l’arteria cricotiroidea viene legata e compresa nel lembo.
La branca esterna del nervo laringeo superiore viene preservata
con attenzione. Il livello di inserimento ioideo dello sternocleidoioideo viene sezionato). L’ansa cervicale è preservata superiormente. Il lembo è peduncolato sull’arteria e sulle vena tiroidee superiori e può slittare nella cavità orale. La sua losanga cutanea è suturata ai margini della perdita di sostanza. La chiusura del sito donatore si realizza per avvicinamento. I risultati: Wang riporta il 92% di riuscita nella sua casistica di 112 lembi. Dolivet rileva gli stessi risultati. Lembo muscolocutaneo di muscolo pellicciaio
Difeso da qualche autore, non è più utilizzato in quanto poco affidabile. Il lembo nasogenieno.
Questo lembo con peduncolo inferiore è stato descritto da Soussaline.
Il tracciato del lembo è disegnato con l’aiuto di una matita dermografica. Il piede del lembo deve localizzarsi 1 o 1,5 cm al
di sotto della linea commissurale. La sua base è da 2,5 a 3 cm,
il suo asse maggiore segue il solco nasogenieno, la punta risale
verso l’angolo interno dell’occhio restando a 1 cm da esso.
Secondo il tracciato, si realizza la sezione del piano cutaneo e sottocutaneo andando fino al piano dei muscoli del volto.
In seguito il lembo è liberato dal piano profondo muscolare.
Questa dissezione è eseguita con forbici sottili cominciando dall’estremità distale e giungendo progressivamente alla parte
prossimale. Durante questa dissezione, si deve passare a raso dei
muscoli facciali sui quali decorrono le terminazioni del nervo
facciale. In basso, si deve fare attenzione a non ledere la branca
arteriosa che vascolarizza il lembo; questa dissezione è prolungata
fino al suo peduncolo.
La parte prossimale del lembo è scollata dall’epidermide a 1,5 cm circa, lasciando il derma attaccato sul suo segmento inferiore, il che facilita la sutura della zona donatrice. Il lembo è poi passato per via transiugale passando dietro al muscolo elevatore superiore e dell’orbicolare e anteriormente al piccolo zigomatico; il tragitto transiugale viene realizzato con l’aiuto di forbici di Mayo controllando bene che l’orifizio di penetrazione nella bocca sia localizzato il più possibile vicino al margine alveolare nella parte esterna iuxtamandibolare della perdita di sostanza del pavimento anteriore. Il passaggio al di sopra del bordo alveolare richiede l’assenza del canino e di due premolari.
La sutura mucocutanea viene eseguita su un unico piano con
l’aiuto di fili riassorbibili tipo Vicril 00 o 000.
Il posizionamento di una piccola sutura mista fissata con due
punti e lasciata in sede 48 ore non è indispensabile per garantire
la buona applicazione al piano profondo.
La zona donatrice è suturata per avvicinamento dopo aver scollato a 7 mm da ogni lato i margini. Questa sutura viene eseguita su due piani dopo un’emostasi accurata.
Questa tecnica fornisce tessuto sufficiente di pelle glabra per riparare le pelvectomie anteriori e le pelvimandibolectomie anteriori senza interruzione che rispetta il piano del muscolo miloioideo, al prezzo di un danno cicatriziale molto ridotto. È possibile, nelle perdite di sostanza più importanti, utilizzare due lembi nasogenieni destro e sinistro.
A volte è necessario, in un secondo tempo, sezionare il piede del lembo in modo da rendere più facile l’impianto dentale. I vantaggi del lembo nasogenieno sono numerosi:
• è di realizzazione facile in quanto situato nella stessa sede
operatoria dell’exeresi, evitando la mobilizzazione del malato
e gli ulteriori rischi di sepsi;
• esso allunga poco il tempo operatorio, che è importante nei
pazienti in cui lo stato generale non è sempre perfetto;
• è un lembo attendibile: 4,1% di fallimento per David,
• oggi è meno utilizzato a vantaggio del lembo di FAMM, ma può ancora trovare spazi applicativi, e anch’esso deve essere descritto in questa sede.