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CHIRURGIA ORALE: OZONO E OZONOTERAPIA. PARTE TERZA

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Odontoiatra



Descrizione

Per concludere l'argomento sull'ozonoterapia nella pratrica di chirugia orale, pubblichiamo i risultati degli studi effettuati. Tutti i pazienti si sono presentati alla visita di controllo, 3 giorni dopo l’intervento,

completando quindi il trattamento con l’ozono secondo l’assegnazione originale. Sono stati riassunti i dati demografici dei 30 pazienti arruolati e il tipo di intervento di piccola chirurgia orale al quale sono stati

sottoposti. Per il gruppo di trattamento (N = 15), la distanza media tra il segmento che unisce la fossa dentale (o il margine incisale) dei

denti adiacenti e il punto più vestibolare della zona compresa è di 0,07 ± 0,01 cm in t0, inferiore alla stessa distanza media in

t0 per il gruppo di controllo (N = 15; 0,23 ± 0,04 cm) (p < 0,0001). Un controllo dopo 3 giorni (t3) ha fornito un valore medio della

stessa distanza di 0,22 ± 0,02 cm nel gruppo di trattamento, mentre nel gruppo di controllo era di 0,36 ± 0,03 cm (p = 0,0021). La figura 4 rappresenta un grafico a barre in cui vengono riportati i valori

(media ± errore standard della media) della distanza tra il segmento che unisce la fossa dentale (o il margine incisale) dei denti adiacenti e il punto più vestibolare della zona compresa, per il gruppo di trattamento e il gruppo di controllo, sia in t0 sia in t3. I risultati in t0 indicano che l’ozono è in grado di ridurre drasticamente l’edema

già al momento stesso della sua applicazione, mentre i dati ottenuti in t3 mettono in evidenza che l’ozono, seppur applicato

una sola volta, esercita un effetto di riduzione dell’edema di lunga durata. Possiamo dedurre dunque, che, l’ozono favorisce nettamente la riduzione dell’edema rispetto al controllo sia in t0 sia in t3 (si noti che, come atteso, in entrambi i gruppi l’edema è maggiormente sviluppato 3 giorni dopo l’intervento). L’effetto dell’ozono appare tuttavia più marcato in t0 rispetto a t3. Quest’ultimo risultato indica che, nonostante l’effetto di riduzione dell’edema da parte dell’ozono

si mantenga nel tempo, tale capacità risulta particolarmente spiccata al momento della sua stessa applicazione.

Ciò potrebbe risultare ovvio se si considera che l’edema necessita di un certo tempo per svilupparsi e raggiungere il suo massimo. È però interessante notare che già in t0, quindi in un momento

in cui l’edema non ha ancora raggiunto il suo massimo sviluppo, si osserva una differenza statisticamente significativa tra i pazienti sottoposti e i pazienti non sottoposti a ozonoterapia. Sarebbe quindi

di notevole interesse investigare il meccanismo farmacologico con cui l’ozono determina, già da subito, una riduzione di volume del tessuto traumatizzato. I risultati del presente studio mostrano

differenze piccole, sebbene statisticamente significative, tra i pazienti sottoposti a ozonoterapia e quelli, al contrario non trattati con ozono. Diciamo anche, che, i dati ottenuti non sono privi di significatività clinica.

Nel cavo orale, infatti, gli spazi sono molto ristretti e un edema anche di pochi millimetri può causare al paziente un notevole fastidio. Inoltre, la conseguente marcata compressione dei tessuti fa sì

che l’edema sia inevitabilmente associato a dolore. Si ritiene quindi che una riduzione dell’edema, sebbene nell’ordine di pochi millimetri, possa alleviare considerevolmente la sintomatologia del paziente. Questo studio presenta alcune limitazioni, tra cui il piccolo numero di pazienti e di tipologie di interventi a cui essi sono stati sottoposti. Tuttavia, i risultati ottenuti nelle condizioni qui descritte incoraggiano a intraprendere studi più approfonditi, con un numero più elevato di partecipanti, per valutare se un trattamento di ozonoterapia possa apportare benefici anche in caso di tipologie diverse di interventi di

chirurgia orale e/o in presenza di edema non solo di origine traumatica. Nello studio presentato è stato osservato che l’ozono contrasta efficacemente l’edema conseguente a un intervento di

piccola chirurgia orale. Con l’applicazione localizzata di ozono, infatti, in tutti i casi analizzati è stata riscontrata una

diminuzione significativa delle dimensioni dell’edema, espresse in termini di distanza tra il segmento che unisce la fossa dentale (o il margine incisale) dei denti adiacenti e il punto più vestibolare

della zona compresa. L’ozono, oltre a esercitare la sua nota attività

antimicrobica e disinfettante sui tessuti sui quali viene applicato, determina anche un marcato effetto antiedema. Infatti,

si può ipotizzare che un trattamento localizzato con ozono possa accrescere le concentrazioni locali di ossigeno, aumentando quindi il gradiente di concentrazione di quest’ultimo e favorendo una sua maggiore penetrazione all’interno del tessuto interessato. Si può inoltre supporre che una maggiore concentrazione di ossigeno possa potenziare la sua stessa azione vasocostrittrice, diminuendo la

pressione idrostatica che forza la fuoriuscita di fluidi dal letto vascolare e, di conseguenza, anche l’edema.

Una riduzione dell’edema aiuta a rendere più rapido il decorso postoperatorio e permette al paziente di tornare più velocemente alle sue normali attività di routine.