DENTISTA.NAME


MODERNITà DELLA FLORITERAPIA DI BACH

Info

Category

Odontoiatra



Descrizione

E chissà se Edward Bach, a quasi un secolo di distanza dalla sua invenzione, avrebbe immaginato che le essenze floreali sarebbero state così conosciute e così utilizzate da tanti naturopati e anche da gente comune.

In questi ultimissimi anni, poi, la loro diffusione è molto ampia sia attraverso la stampa specializzata, sia attraverso riviste e giornali che li consigliano, ma soprattutto grazie al passaparola di chi ha fatto uso dei fiori e ha ottenuto buoni risultati.
Se da un lato la pubblicità e il passaparola hanno favorito la divulgazione del metodo, dall’altro lo stile di vita odierno, i ritmi lavorativi, lo scarso rispetto del proprio organismo, l’incapacità di interpretazione dei propri sintomi e il distacco sempre più marcato dalla natura e dall’ambiente in cui viviamo, hanno favorito una gamma di patologie per curare le quali la medicina allopatica non ha farmaci con cui agire.
È aumentata quindi l’esigenza di altri rimedi, meglio se naturali, che soddisfino la necessità di curare emozioni, sensazioni, impressioni, paure, disagi e atteggiamenti che comportano un disequilibrio nel soggetto, pur non essendo patologie.
I pazienti esprimono al medico di base questo tipo di disagio che, pur non essendo una malattia vera e propria, è pur sempre una situazione che richiede un qualche tipo di cura e così il medico stesso si trova nella necessità di usare l’unica categoria farmacologica disponibile: gli ansiolitici. Un cervello sedato pensa meno, ha un’attività rallentata e si pone meno domande, alle quali non sa comunque dare una risposta!
Nei casi un po’ più gravi, quando cioè non si tratta solo di emozioni, bensì di una vera e propria patologia, allora gli antidepressivi si somministrano in abbondanza, perché è molto più facile risolvere i propri problemi con una compressa, piuttosto che intraprendere un serio e maturo lavoro di aumento di consapevolezza.
In tutti questi casi l’uso dei fiori di Bach dà un aiuto utile e sicuro nell’individuare la causa e la possibile soluzione del problema, senza alterare o addormentare le capacità cognitive e la lucidità del soggetto.
I fiori di Bach aiutano a fare “quello che è giusto” per il soggetto in quel momento della propria vita, utilizzando al meglio le risorse energetiche disponibili. Essi funzionano più rapidamente in soggetti che in precedenza non hanno fatto uso di psicofarmaci, quando cioè il sistema nervoso non è inquinato da scorie chimiche.
Nelle patologie depressive, quando si è in trattamento con antidepressivi e ansiolitici, l’accostamento con la floriterapia è inutile perché l’azione farmacologica dovuta alla reazione biochimica nell’organismo è molto potente e rende il sistema nervoso insensibile a vibrazioni dolci, delicate e poco invasive come quelle delle essenze.
Al contrario, il metodo floriterapico si rivela molto utile nel momento della sospensione della cura farmacologica!
Lo schema di disassuefazione da antidepressivi prevede il dimezzamento delle dosi somministrate per un periodo di 15-30 giorni, poi un ulteriore dimezzamento per altri 15-30 giorni e successivamente la sospensione completa del farmaco.
In questo periodo il supporto con la floriterapia si è rivelato di grande aiuto perché il paziente potrebbe sentirsi psicologicamente abbandonato dalla compressa, che per tanto tempo gli ha fornito una certezza (dipendenza), e potrebbe incorrere in recidive della patologia depressiva per il manifestarsi ancora dei sintomi che lo hanno indotto alla terapia.
Se in questo periodo la terapia floriterapica viene utilizzata, il paziente si sente aiutato e ne apprezza il beneficio e se la terapia viene poi continuata, si offre un sano aiuto a tutte quelle domande a cui non era stata data una risposta in precedenza.
Per dirla con le parole di Edward Bach: «si stimola il potere di autoguarizione» che ognuno ha insito in se stesso.
Va anche ricordato che la floriterapia può essere usata su bambini, adulti, anziani, donne gravide, associata ad altri metodi di cura, senza creare alcun effetto collaterale o negativo. Ecco perché, mai come in questi anni, i fiori di Bach si sono trovati al posto giusto nel momento giusto.
A fronte di tanta attualità e pubblicità, vorrei però ricordare quelle che furono le intenzioni dell’inventore. Questo doveva essere un metodo di cura facilmente reperibile, poco costoso e accessibile a tutti, in modo che chiunque con poco studio e un po’ di pratica potesse usarli per curare se stesso e le persone che voleva aiutare.
Infatti, questo fu lo spirito col quale il dottor Bach inventò i rimedi floreali: il primo e obbligatorio tema da affrontare è “cura te stesso” e “guarisci te stesso”; solo secondariamente, quando il tuo spirito sarà libero, sarai in equilibrio per ascoltare gli altri e avere le intuizioni giuste per poterli aiutare.
E questo è ciò che Edward Bach fece per tutta la vita.
Il compito del terapista è appunto questo: saper ascoltare il paziente, perché lui stesso saprà indirizzare la sensibilità del terapeuta verso il rimedio giusto.
Nessun ragionamento, nessuna deduzione e nessun preconcetto, nessuna interpretazione, nessun desiderio di dimostrare bravura o capacità dove altri non sono riusciti: nulla di tutto ciò deve interporsi tra terapeuta e paziente. Solo ascolto e sano desiderio di offrire uno stimolo alla guarigione e alla voglia di vivere. Siamo pronti ad essere dei buoni terapeuti?