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ODONTOIATRIA LEGALE

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Odontoiatra



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La tutela del libero professionista nei ritardi di pagamento

Il decreto legislativo 231/2002, emesso in attuazione della di-rettiva comunitaria 2000/35/CE, le cui finalità erano di uniformare la disciplina dei pagamenti all’interno dell’Unione Europea costatando l’eccessivo ritardo nelle soddisfazioni delle transazioni commerciali, equipara sotto alcuni aspetti i professio-nisti alle imprese.

La normativa si riferisce ai rap-porti conclusi dopo l’08/08/2002 e prevede la decorrenza automatica degli interessi moratori se il committente è inadempiente alla scadenza contrattuale o comunque trascorsi trenta giorni, salvo non sia espressamente previsto dalle parti altro termine, dal ricevimento della fattura, senza che sia necessaria una formale costitu-zione in mora.

Gli interessi di mora dovuti, tra l’altro, risultano essere particolarmente alti in quanto determinati in base al tasso fissato dalla banca centrale europea maggiorato di sette punti. Il citato decreto legislativo tutela, quindi, i creditori di somme di denaro a titolo di corrispettivo per la fornitura di merce o per la prestazione di servizi, prevedendo non solo l’automatico decorrere degli interessi di mora in caso di ritardo, ma anche il divieto di stipulare clausole contrattuali gravemente inique ai danni del creditore, nonché la possibilità di chiedere pure il risarcimento dei costi sostenuti per il recupero, per la cui determinazione si devono rispettare i principi di trasparenza e di proporzionalità e si deve tener conto delle tariffe forensi in materia stragiudiziale.

Per quanto concerne l’oggetto della normativa, l’art. 1 del d.lgs. rende applicabili le novità sopra riportate a ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una “transazione commerciale".
Rientrano nella nozione di “transazione commerciale” tutti i contratti, comunque denominati, tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi, contro il pagamento di un prezzo.
La definizione è senza dubbio molto ampia in quanto la finalità della norma è di regolamentare una vasta ipotesi di rapporti e non delle sole “imprese commerciali”.
Sotto l’aspetto soggettivo, infatti, devono considerarsi interessati all’applicazione delle nuove norme non solo sono la pubblica amministrazione e gli imprenditori ma anche i professio-nisti, i quali, in mancanza, non solo avrebbero una tutela (ingiustamente) limitata rispetto ad altri soggetti come gli imprenditori ma soprattutto, in mancanza, violerebbe la ragione stessa della norma che ha come scopo di permettere una rapida e certa circolazione della moneta e, conseguentemente, dell’economia.
Sulla base di queste premesse, devono intendersi imprenditori tutti i soggetti esercenti un’attività economica organizzata o una libera professione come l’odontoiatra.