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LA SECCHEZZA NELLA FAUCI

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Odontoiatra



Descrizione

La xerostomia è una condizione caratterizzata da alterata secrezione della saliva. In alcuni casi si accompagna a xeroftalmia, un'alterata secrezione delle lacrime. Anche se sembrano disturbi poco rilevanti, possono in realtà compromettere la qualità di vita delle persone che ne sono affette poiché saliva e lacrime sono importanti per preservare l'integrità strutturale e funzionale della bocca e degli occhi. Vari autori, con termine xerostomia, definiscono il sintomo riferito dal paziente di secchezza delle fauci; che non è da confondersi con iposalivazione, che è un segno di una effettiva riduzione del flusso salivare. Tuttavia nella pratica clinica sono talvolta considerati come sinonimi. Per indicare correttamente i segni e i sintomi della bocca asciutta bisognerebbe utilizzare il termine omnicomprensivo di “ipofunzione delle ghiandole salivari”, che include oltre alla oltre alla xerostomia e alla iposalivazione anche l’alterazione della composizione della saliva. Il paziente può quindi riferire xerostomia senza segni di iposalivazione.
 

Una nuova ricerca ha individuato il funzionamento, in gran parte sconosciuto, che innesca la secrezione salivare. Dai suoi esiti si spera di poter contribuire al trattamento preventivo di molte malattie.

Nello studio i ricercatori si sono concentrati sul calcio intracellulare implicato nella produzione e secrezione di fluidi corporei e regolatore di processi come la contrazione muscolare, rilascio di neurotrasmettitori, secrezione di insulina e processi cellulari generali, come espressione genica, proliferazione e morte cellulare. Si sa che occorre la presenza del recettore 1,4,5-trifosfato (IP3) per incrementare il calcio intracellulare. Formato da quattro sub-unità identiche, funziona come canale di rilascio del calcio.

Utilizzando avanzate tecniche di ingegneria molecolare e genetica i ricercatori hanno scoperto che tutte e quattro le molecole IP3 sono necessarie per rendere più attivo il canale del calcio nella cellula e avviare i processi come la secrezione di fluidi, facendo in modo che il canale si apra solo a determinate condizioni ed evitando il rilascio di elementi nocivi che potrebbe uccidere le cellule.

«Da tali risultati deriva non solo il poter comprendere come il calcio sia controllato nelle cellule, ma anche vari disturbi della secrezione umana, che vanno da secchezza delle fauci alla pancreatite» dice Robert T. Dirksen dell’University of Rochester Medical Center dove si è svolto lo studio.