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IL PROBLEMA DELL'AMALGAMA AD USO ODONTOIATRICO

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Odontoiatra



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Negli ultimi anni, l'odontoiatria, ha vissuto un processo evolutivo caratterizzato da importanti cambiamenti nella gestione manageriale della professione e dall’allargamento della propria esperienza anche in altri settori (posturologia, kinesiologia, odontoiatria naturale.

Si discute spesso, del possibile effetto tossico esercitato sull’organismo umano dal mercurio, dal rame e dall’argento che vengono liberati dalle otturazioni dentarie eseguite con l’amalgama. Dagli studi condotti in tutto il mondo appare confermato che l’intossicazione da amalgama può intervenire in molte malattie, anche se esistono pareri diversi nell’indicare quali sono queste malattie. In Germania, dopo aver valutato il rapporto rischio-beneficio, il Ministero della Sanità ha limitato l’uso della amalgama nel campo odontoiatrico. In Svezia l’uso dell’amalgama dentale è stato vietato dal 1995 per l’età compresa tra 0 e 19 anni; dal 1997 è stato proibito anche per gli adulti, con l’intento di eliminare ogni possibile uso del mercurio in odontoiatria entro l’anno 2000.

La tossicità del mercurio si esplica a livello cellulare bloccando numerosi sistemi enzimatici vitali. Il mercurio si deposita nel fegato, nei reni, nella milza e nel cervello.
L’intossicazione cronica da mercurio si manifesta con spossatezza, mal di testa, dolori articolari, aumento della salivazione, instabilità di umore, contrazioni muscolari, disturbi della vista, dell’udito e della parola, nonché una possibile diminuzione delle difese immunitarie.
Durante la triturazione del cibo, con l’assunzione di alimenti e bevande calde, e soprattutto con l’abitudine di masticare gomma il mercurio viene mobilizzato dalle otturazioni e crea un immediato indebolimento del sistema immunitario, agendo specificamente sui linfociti T ( T-helper e NK).

Dopo aver raccolto sufficienti informazioni al riguardo ed aver approfondito adeguatamente l’argomento, ho ritenuto di far valere dal 1997, anche nel mio Studio Odontoiatrico le prescrizioni del Ministero della Sanità Svedese eliminando l’impiego di amalgama per le otturazioni dentarie, ben sapendo che quasi sempre è possibile scegliere un materiale di sostituzione soddisfacente tanto le aspettative del paziente quanto quelle del dentista. Inoltre, per i pazienti che vogliono eliminare dalla loro bocca le vecchie otturazioni in amalgama, ho approntato un programma bioterapico di disintossicazione così articolato:

1. Rimozione delle otturazioni in amalgama, una alla volta, a distanza di tre settimane l’una dall’altra, in modo da evitare livelli eccessivi di intossicazione da mercurio;

2. Durante la fase di eliminazione delle amalgame assumere costantemente Selenio (competitore del mercurio e protettore dei sistemi di ossido-riduzione) e vitamina E (quale antiossidante contro i radicali liberi) ;

3. Assunzione di farmaci omeopatici con spiccata azione drenante e disintossicante per il mercurio che è stato già assorbito e depositato nei tessuti;

4. Applicazione di materiali da otturazione testati sul paziente ed approvati secondo le ultime disposizioni CEE.

TRISTE EPOCA LA NOSTRA, IN CUI È PIÙ DIFFICILE SPEZZARE UN PREGIUDIZIO CHE UN ATOMO. (Albert Einstein)

Nell’inconscio collettivo il dentista appare spesso un castratore o un violentatore: egli vìola l’unica zona erogena che può sempre essere mostrata, ricorrendo a strumenti rumorosi e dolorosi che suscitano paura. La sua immagine è segnata dal ricordo del cavadenti di un tempo che genera angoscia mentre la posizione semisdraiata e a bocca aperta nella quale il paziente viene posto durante il trattamento prevede una fiducia pressoché totale ed un sentimento di affidamento e abbandono nelle mani del medico. A fronte di questa forma-pensiero occorre diffonderne e continuamente rafforzarne un’altra: che molte malattie croniche, spesso giudicate incurabili, possono trovare la loro soluzione definitiva o il loro netto miglioramento in un intervento di riequilibrio dentale.

Sordità, mal di testa, dolori alla nuca, alle spalle, alla colonna, agli arti superiori ed inferiori, sinusiti, asma, allergie, eruzioni cutanee, psoriasi, disturbi gastrointestinali, disturbi ginecologici, disturbi psichici, insonnia, stanchezza cronica hanno spesso la loro causa scatenante o mantenente in una malocclusione dentale o in un disturbo focale a sede dentale.

Bisogna che ogni medico, di qualunque branca si occupi, sappia che i denti sono correlati strettamente allo stato di salute o di malattia di organi e visceri, di muscoli e strutture ossee e fibrose in modo che esiste un doppio feedback sensitivo e motorio tra la bocca ed il resto dell’organismo. Poiché la bocca è un punto strategico dell’organismo occorre assolutamente applicare anche in campo odontoiatrico l’impostazione del pensiero olistico nella cura della salute umana.
Nelle 24 ore chiudiamo i denti per deglutire da 1500 a 2500 volte, mettendo in funzione oltre a tutta la muscolatura orale e faringo-laringea anche i 64 muscoli che controllano la mandibola. Poiché per ogni deglutizione la forza esercita sul tavolato occlusale è di 1,5-2 Kg. alla fine della giornata i denti e l’intero apparato di sostegno osseo e legamentare avranno sopportato un carico di diverse tonnellate: risulta chiaro il grande valore che ha per l’organismo questa funzione “reset” di chiudere i denti e deglutire!!

Immaginiamo allora cosa vorrà dire serrare i denti per lo stress o digrignarli durante la notte. Se in questa funzione si verifica anche il minimo errore, ripetendolo per duemila volte al giorno esso finisce per rappresentare uno stressore di grande rilievo nel controllo omeostatico dell’organismo. Se questo stressore si trova ad agire in un organismo per il resto sano, esso può venire compensato per anni e senza problemi, ma se, al contrario, lo stesso interviene in un organismo già sottoposto all’azione di altri stressori e nel quale le capacità di compenso sono ormai al limite, viene a rappresentare la classica goccia che fa traboccare il vaso generando ripercussioni meccaniche, circolatorie e riflesse su tutto il sistema muscolo scheletrico.